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Freddo e influenza: il freddo non fa ammalare

ragazza che si copre, ma il freddo non fa ammalare

Il luogo comune per cui le basse temperature rendono più deboli le nostre difese immunitarie, non è fondato.

In realtà il freddo non fa ammalare, ma è una causa indiretta di raffreddori e infezioni.

Il termometro si abbassa, raffreddori e mal di gola proliferano. Colpa del sistema immunitario che diventa meno resistente? Non è così.

Vari studi hanno, infatti, sconfessato questa credenza che rimane però dura a morire.

Anche se effettivamente il clima freddo-umido dell’inverno sembra essere il principale fattore coinvolto nell’aumentata incidenza di malattie invernali, questo non ha dimostrato di essere causa del proliferare dei virus influenzali, di raffreddori e infezioni, né tantomeno capace di indebolire il sistema immunitario.

“Si pensi al fatto che i microrganismi con il freddo si riproducono meno e quindi, tecnicamente, ne vengono indeboliti” spiega Gian Paolo Baruzzi, esperto di medicina naturale e omotossicologia di Milano.

Il responsabile del loro proliferare durante la cattiva stagione è un altro.

Il fatto che il freddo ‘costringa’ le persone a stare al caldo, in un ambiente umido e ristretto, con le finestre chiuse e dove generalmente si trovano più persone come in ufficio, cinema, a casa, metropolitana.

È questo comportamento che crea una nicchia perfetta non solo per la crescita dei microrganismi, ma anche per la loro trasmissione attraverso il contatto o le goccioline di saliva come accade con i virus del raffreddore o dell’influenza.

Il freddo, in pratica, non fa ammalare ma aumenta le occasioni di condivisione di virus e batteri”.

Il contrattacco.

Sono oltre 40.000 i decessi tra gli over 65 per le conseguenze del virus influenzale registrati ogni anno dal Centro Europeo per il controllo delle Malattie (CEM).

Il consiglio degli esperti del CEM è di ricorrere al vaccino antinfluenzale soprattutto se si rientra nelle categorie a rischio.

“Per innalzare le difese immunitarie che per il 70% si trovano nell’intestino” – suggerisce l’esperto di medicina naturale – “potrebbe essere utile ricorrere a farmaci omeopatici specifici (tipo il vaccino omeopatico) e non specifici.

Ad esempio, possono essere utili prebiotici o fitoterapici come l’echinacea, l’estratto di papaia fermentata e l’estratto di noni che ha dimostrato di avere una importante azione nutraceutica come stimolante del sistema immunitario.

A questo va associata una alimentazione sana che, anche nel periodo invernale, deve tenere conto di frutta e verdura fresca meglio se di stagione. Utile come sempre una costante attività fisica. Inoltre” conclude Gian Paolo Baruzzi “lavarsi bene e spesso le mani, che sono una causa importante di diffusione dei microrganismi”.